Raggruppamento Nazionale
Radiocomunicazioni Emergenza
Radio Communications for National Emergencies

Dal 2 al 4 ottobre 2026 si è svolto il Campo Operativo Velletri 2026 del R.N.R.E. – Raggruppamento Nazionale Radiocomunicazioni Emergenza, tre giornate dedicate alla formazione, all’addestramento e al confronto tra le diverse strutture del Raggruppamento.

L’iniziativa ha visto un’ampia partecipazione di volontari e strutture provenienti da Piemonte, Lombardia, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia, creando un’importante occasione di incontro e condivisione di esperienze, competenze e modalità operative.

Il campo è stato caratterizzato da un programma prevalentemente orientato alla formazione teorico-pratica, con attività dedicate sia agli aspetti organizzativi sia a quelli più strettamente tecnici che contraddistinguono l’attività del R.N.R.E.

Un percorso per Capi Squadra

Tra gli argomenti affrontati è stato presentato il nuovo percorso formativo per Capi Squadra, della durata di circa tre mesi.

Si tratta di un progetto strutturato pensato per accompagnare i partecipanti in un percorso di crescita e preparazione al ruolo di Capo Squadra, attraverso momenti di formazione teorica e pratica.

L’obiettivo è fornire ai futuri Capi Squadra strumenti e competenze utili per affrontare con maggiore consapevolezza le attività operative, il coordinamento delle squadre e la gestione delle diverse situazioni che possono presentarsi durante un’emergenza.

La presentazione del percorso ha rappresentato anche un momento di confronto con i partecipanti, raccogliendo osservazioni e contributi utili alla sua definizione.

Telecomunicazioni, reti e modulo TLC

Ampio spazio è stato dedicato alle telecomunicazioni e alle reti, elementi fondamentali per garantire comunicazioni efficienti durante le attività di emergenza.

Le sessioni formative hanno permesso di approfondire gli aspetti tecnici e organizzativi legati alla realizzazione e alla gestione delle reti di comunicazione, affiancando alla parte teorica momenti di verifica e sperimentazione pratica.

Particolare attenzione è stata inoltre dedicata ai cablaggi del modulo TLC, con attività pratiche che hanno consentito ai partecipanti di confrontarsi direttamente con le apparecchiature e con le procedure necessarie alla predisposizione del modulo operativo.

L’attività sul campo ha permesso di trasformare le conoscenze teoriche in esperienza concreta, favorendo anche lo scambio di soluzioni e metodologie tra le diverse strutture presenti.

PACTOR: una risorsa per il backup delle comunicazioni

Un ulteriore momento tecnico ha riguardato il PACTOR, tecnologia che è stata nuovamente presentata e fatta provare ai soci radioamatori del Raggruppamento.

L’attività ha avuto l’obiettivo di mantenere viva la conoscenza di questo sistema e di evidenziarne l’utilità come soluzione di backup alle principali telecomunicazioni, soprattutto nelle situazioni in cui i normali sistemi di comunicazione possano risultare indisponibili o non sufficientemente affidabili.

La possibilità di riprendere in mano strumenti e tecnologie già conosciuti, verificarne il funzionamento e condividerne l’utilizzo tra i soci rappresenta un elemento importante nella preparazione del volontario radioamatore e nella capacità del R.N.R.E. di disporre di soluzioni alternative per garantire la continuità delle comunicazioni.

Il software della segreteria: uno strumento costruito insieme

Un altro momento importante del Campo Operativo ha riguardato il software della segreteria.

La presentazione dello strumento non si è limitata all’illustrazione delle funzionalità già disponibili. I partecipanti hanno avuto modo di proporre suggerimenti, osservazioni e modifiche, mettendo a disposizione la propria esperienza maturata nelle attività operative.

Questo confronto ha permesso di raccogliere indicazioni preziose per rendere il software sempre più funzionale alle esigenze delle strutture e di chi quotidianamente si trova a gestire le attività di segreteria durante un campo o un’emergenza.

Anche in questo caso, il valore dell’incontro è stato quello di trasformare l’esperienza dei singoli in un patrimonio condiviso.

Il confronto con il Dipartimento della Protezione Civile

Durante il Campo Operativo abbiamo avuto inoltre il piacere di ricevere la visita della Dott.ssa Daniela Bozza dell’Ufficio Volontariato del Dipartimento della Protezione Civile Nazionale.

La sua presenza ha rappresentato un’importante occasione di confronto diretto sul tema del volontariato, permettendo di condividere esperienze, punti di vista e riflessioni sul ruolo dei volontari e sulle esigenze delle organizzazioni che operano quotidianamente sul territorio.

Il dialogo ha consentito di affrontare diversi aspetti legati al mondo del volontariato, creando un momento di ascolto e di reciproco confronto.

La visita della Dott.ssa Bozza ha quindi arricchito ulteriormente un appuntamento nato principalmente come momento formativo, trasformandolo anche in un’occasione di dialogo sulle prospettive e sulle necessità del volontariato organizzato.

Un campo costruito sulla collaborazione

Il Campo Operativo Velletri 2026 ha rappresentato, nel suo complesso, molto più di una serie di attività formative.

È stato un momento nel quale persone e strutture provenienti da diverse regioni hanno potuto incontrarsi, lavorare insieme, condividere esperienze e mettere a disposizione le proprie competenze.

Dalla formazione dei futuri Capi Squadra alle telecomunicazioni, dai cablaggi del modulo TLC al software di segreteria, ogni attività ha avuto come elemento comune la volontà di migliorare la preparazione e l’efficienza del Raggruppamento.

La presenza di strutture provenienti da Piemonte, Lombardia, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia ha inoltre confermato il valore della collaborazione tra territori diversi, ciascuno con le proprie esperienze e professionalità.

Tre giornate intense, quindi, all’insegna della formazione, della sperimentazione, del confronto e della condivisione.

Un’esperienza che contribuisce a rafforzare il R.N.R.E. e la sua capacità di essere pronto a mettere in campo competenze, uomini, mezzi e tecnologie quando le esigenze dell’emergenza lo richiedono.

Perché la preparazione non nasce soltanto dall’apprendimento delle procedure, ma soprattutto dalla capacità di confrontarsi, collaborare e fare squadra.